CREW protagonista nella progettazione dei termovalorizzatori in Sicilia
Il 21 maggio sono stati presentati ufficialmente a Palazzo d’Orléans i progetti definitivi dei termovalorizzatori di Palermo/Bellolampo e Catania/Pantano d’Arci, due infrastrutture strategiche destinate a trasformare il ciclo dei rifiuti in Sicilia, superando progressivamente il sistema delle discariche e riducendo il trasferimento dei rifiuti fuori regione.
Per CREW è motivo di grande orgoglio aver contribuito a questo importante percorso come mandataria del raggruppamento temporaneo di imprese incaricato da Invitalia, a settembre 2025, della progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due impianti.
Il raggruppamento, che vanta una consolidata esperienza nella progettazione di infrastrutture ambientali con 41 impianti di termovalorizzazione e 44 impianti di trattamento rifiuti realizzati in Italia e all’estero, è composto da:
• CREW Srl, società di progettazione di FS Sistemi Urbani
• Systra Spa (già Sws Engineering Spa)
• Martino Associati Srl
• E.Co. Srl
• Utres Ambiente Srl
• Ibi Studio Srl
• Ing. Corrado Pecora.
Con la presentazione dei progetti definitivi si apre ora la fase autorizzativa prevista dal cronoprogramma regionale: l’approvazione del PFTE e il rilascio dei pareri ambientali sono attesi entro settembre 2026, mentre l’avvio dei cantieri è programmato per aprile 2027, con l’obiettivo di rendere operativi i due impianti entro la fine del 2028.
Durante la conferenza stampa sono intervenuti per CREW l’Ing. Marco Cremonesi, Chief Operating Officer, e l’Arch. Claudio Turrini, Direttore Tecnico, illustrando le principali caratteristiche tecniche, ambientali e architettoniche del progetto.
I due impianti prevedono:
• una capacità complessiva di trattamento pari a 600.000 tonnellate annue;
• una produzione di energia elettrica netta di circa 470 GWh/anno, equivalente al fabbisogno di circa 174.000 famiglie;
• emissioni tra le più basse d’Europa, con sistemi di monitoraggio in continuo 24/7;
• sistemi a zero prelievo di acqua da falda o acquedotto, grazie al recupero e ricircolo delle risorse idriche;
• un’architettura integrata con il territorio e aperta alla comunità.A Palermo l’edificio si svilupperà come un’estensione organica del paesaggio, con una forte mitigazione dell’impatto ambientale, facciate in corten che richiamano i colori della roccia siciliana e una copertura percorribile. A Catania, in un contesto prevalentemente industriale a tre chilometri dal mare, l’impianto sarà concepito come un nuovo parco urbano pubblico, ispirato al modello Copenhill di Copenaghen, con verde pensile, specchi d’acqua e spazi dedicati ai visitatori.
I due impianti rappresentano un tassello fondamentale del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti, orientato all’autosufficienza impiantistica, alla riduzione dei conferimenti in discarica e alla progressiva diminuzione della TARI per cittadini e imprese.
Un progetto complesso che mette al centro innovazione, sostenibilità ambientale ed efficienza infrastrutturale, confermando il valore della progettazione integrata come leva per la trasformazione dei territori e dei servizi pubblici essenziali.
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